Centro di Psicologia e Psicoterapia senago

L’ASSERTIVITÀ

28 Febbraio 2023
Tempo di lettura: 5 minuti
L’ASSERTIVITÀ

L’assertività è la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace, senza prevaricare né essere prevaricati, le proprie emozioni ed opinioni.
Un presupposto fondamentale è che la persona riconosca i propri diritti e quelli dell’altro per essere pronta ad ascoltare il punto di vista espresso dal suo interlocutore e ad esprimere eventualmente il proprio disaccordo, pur mantenendo il totale rispetto nei suoi confronti.
Questo porta ad accettare la negoziazione come strumento principale a risolvere i conflitti interpersonali nei quali si potrà trovare.
Il comportamento assertivo si esprime attraverso la capacità di utilizzare lo stile relazionale e la modalità di comunicazione più adeguati, sia in base al contesto che all’obiettivo per cui ci si sta relazionando con l’altro.
Pertanto non esiste una comunicazione assertiva determinabile in modo assoluto, ma deve essere valutata all’interno della situazione sociale e dello scopo dei soggetti e si sviluppa con un continuo aggiustamento della propria prestazione comunicativa.
L’obiettivo di una comunicazione assertiva è la capacità di ridurre le proprie componenti aggressive e passive, coltivando una visione e quindi una relazione equa e rispettosa di sé e dell’altro.

L’assertività si trasmette anche attraverso la componente non verbale, come ad esempio mostrandosi interessati nell’ascoltare gli altri, accompagnando ciò che dicono con l’espressione del viso, oppure con un atteggiamento di apertura e con un tono di voce chiaro e adeguato al messaggio.

Concludendo, il comportamento assertivo implica: 1) un’onesta espressione dei propri bisogni, desideri, emozioni e opinioni 2) adeguatamente e coerentemente alla situazione specifica in cui ci si trova 3) senza provare particolare imbarazzo, senso di colpa, rabbia 4) in relazione ai propri obiettivi.

L’obiettivo generale è quello di migliorare le relazioni sociali, soprattutto laddove è più frequente che le relazioni siano conflittuali e che le nostre esigenze siano in contrasto con quelle altrui.
Quindi un individuo è assertivo quando in un contesto di relazione con una o più persone ha ben chiaro cosa desidera, agisce per ottenerlo, rispetta i diritti degli altri, non si sente in colpa, mantiene una buona opinione di sé anche nel caso gli sia impossibile raggiungere ciò che desidera.
Possiamo quindi affermare che l’assertività è il risultato di un atto desiderato e pensato, ossia di una scelta consapevole.

Quando non riusciamo ad avere una stile assertivo, tendiamo ad assumere un comportamento prevalentemente passivo o aggressivo.

Il comportamento passivo spesso si manifesta quando non siamo capaci di esprimere le nostre opinioni o i nostri sentimenti, un po’ perché riteniamo gli altri migliori di noi stessi, un po’ perché si teme il loro giudizio, oppure perché si fa fatica a rifiutare le richieste e a dire di no, si tende a sottomettersi al loro volere, oppure si fatica a proporre iniziative e prendere decisioni e pertanto difficilmente si riesce a soddisfare i propri bisogni e desideri.
L’obiettivo generale è evitare i conflitti, ridurre l’ansia legata alle esposizioni, rimandare le decisioni e conquistare la comprensione dell’interlocutore.

Il comportamento aggressivo è invece associato ai tentativi di soddisfare unicamente i propri bisogni prevaricando gli altri, si è convinti di essere nel giusto, si addossa agli altri la responsabilità dei propri errori, si è irremovibili rispetto alle proprie posizioni.
L’obiettivo generale è averla sempre vinta.

Alla base del comportamento assertivo c’è il riconoscimento dei diritti propri e dell’interlocutore, per poter agire in base ai principi di libertà e responsabilità (concetti chiave per lo sviluppo di relazioni assertive).
Questi sono comunemente definiti diritti assertivi e comprendono il rispetto di se stessi, dei propri sentimenti e delle proprie esigenze e condizioni. Riconoscerli e rispettarli aiuta anche a riconoscerli e rispettarli negli altri.

Vediamo quali sono i diritti assertivi (Baggio 2004, Pedrotti 2008):

  • Il diritto di essere se stessi
  • Il diritto di agire in modo da difendere il proprio valore e la propria dignità senza ledere l’integrità altrui
  • Il diritto di avere bisogni e necessità anche diversi da quelli delle altre persone
  • Il diritto di chiedere senza pretendere ciò di cui si ha bisogno
  • Il diritto di giudicare il proprio comportamento, i propri pensieri, le proprie emozioni e di assumersene la responsabilità accettando le conseguenze
  • Il diritto di essere anche illogici nelle proprie scelte
  • Il diritto di non offrire ragioni o scuse per giustificare il proprio comportamento
  • Il diritto di dire “no” senza sentirsi in colpa
  • Il diritto di dire “non so” o “non capisco”
  • Il diritto di cambiare opinione
  • Il diritto di commettere errori e di assumersene la responsabilità
  • Il diritto di valutare se assumersi la responsabilità di trovare soluzioni ai problemi degli altri
  • Il diritto di non rendere sempre al massimo delle proprie possibilità

Alcune tecniche e strategie

La comunicazione verbale assertiva contiene principalmente:

  • Frasi in prima persona, perché la persona parla di sé, di come sta, di cosa pensa e si assume la responsabilità dei suoi pensieri, emozioni, comportamenti.
  • Verbi come “io penso, io credo, io voglio/vorrei, mi piacerebbe” che esprimono sé, non impongono dogmi assoluti, indicano responsabilità individuale e apertura
  • Frasi di supporto, apertura e incoraggiamento alla collaborazione quali “Cosa ne pensi? tu come la vedi? come ti senti?”
  • Frasi cooperative che includono il Noi come “Facciamo, proviamo, vediamo…”
  • Frasi che parlano principalmente di fatti, eventi e cose e non di intenzioni presunte dell’altro
  • Critiche dirette non alle persone in generale ma a specifici comportamenti
  • Critiche a comportamenti avvenuti riferite ad episodi specifici, chiare e legate ai fatti e non generalizzanti.

Ed ecco le principali tecniche verbali che è possibile imparare al fine di migliorare lo stile comunicativo e relazionale.

DISCO ROTTO: Consiste nel ripetere in modo calmo e tranquillo, ma con fermezza, la propria posizione usando le stesse parole o comunque parole simili. Aiuta ad essere costanti e a non mollare, né farsi deviare dall’altro, permette inoltre di ignorare le critiche manipolative. Ad esempio di fronte ad una richiesta pressante rispondere “Non sono interessato… grazie non mi interessa… grazie non sono interessato… come le dicevo non è di mio interesse”.

ANNEBBIAMENTO: Consiste nell’ammettere ciò che di vero contiene un’osservazione, una critica che ci viene espressa. Questa tecnica aiuta ad accettare le critiche riducendo il rischio di mettersi sulla difensiva e permette di affrontare al meglio anche persone aggressive. Ad esempio “Sì, di quello che dici concordo sul fatto che…”

AFFERMAZIONE NEGATIVA: Consiste nel concordare su una critica che ci viene fatta su di noi. È simile all’annebbiamento, ma riguarda critiche mosse a cose che ci riguardano e non ad aspetti generali. Ad esempio “E’ vero, spesso sono… hai ragione a dire che io…”

INDAGINE NEGATIVA: Consiste nel chiedere informazioni sulla critica che ci viene fatta per poterla capire meglio. Ad esempio “Mi puoi aiutare a capire meglio dove ho sbagliato?”

MESSAGGI IN PRIMA PERSONA: Vuol dire parlare di sé e non dell’altro, descrivendo le proprie esperienze, idee, emozioni. Questo modo di comunicare fa sapere all’altro cosa si prova dando un messaggio chiaro e onesto su di sé. Ad esempio invece che dire all’altro “Tu non mi ascolti” è preferibile un messaggio che metta al centro se stessi “Quando mi parli in questo modo, io non mi sento ascoltata” oppure “Io sono in difficoltà quando litighiamo così”.

ASSERTIVITA’ E PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE: L’assertività è stata studiata anche in relazione a diverse forme di disagio psicologico.
Wolpe, ad esempio, per primo concettualizzò il training assertivo come trattamento di riferimento per l’ansia. Molti studi hanno poi confermato che problemi di assertività possono essere associati all’ansia, soprattutto all’ansia sociale. Le ricerche offrono prove che l’assertività può essere una variante molto importante anche nella popolazione a maggiore rischio di depressione.
Al di là degli studi su sintomi di specifici disturbi, ci sono prove che l’assertività è associata anche a fattori transdiagnostici ampiamente correlati alla psicopatologia, come la bassa autostima o l’autosvalutazione. Infine, anche nell’ambito dei rapporti di coppia, sembra che l’assertività sia importante per la soddisfazione personale della relazione.

Bibliografia

Baggio F. (2004). Gli homework nel training assertivo. In Baldini F. Homework, un’antologia di prescrizioni terapeutiche. McGraw Hill.

Baggio F. (2013). Assertività e training assertivo. Franco Angeli.

Pedrotti M. (2008). L’assertività. Psicoterapeuti in-formazione.

Ti potrebbe interessare anche

crossmenu